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SUNDAY 20 JANUARY

Satriano di Lucania
Satriano di Lucania

STORIA
Nel Medioevo si chiamò Petrafixa, poi Pietrafesa o Petrafessa, pietra spaccata, dalla caratteristica del luogo su cui sorgeva. Il toponimo deriva da Satrius, un possessivo gentilizio. Le sue origini risalgano all’età del ferro, come dimostrano“cocci d’impasto”. Altri ritrovamenti archeologici del VI-V secolo a.C. documentano l’esistenza di una colonia greco-bizantina. Durante il dominio normanno-svevo Satriano e Pietrafesa, con Salvia e Castelluccio formavano la contea di Satriano. Nel 1268 prese parte alla rivolta ghibellina. Quando la contea di Satriano fu disfatta, anche il centro venne distrutto, ma subito riedificato da Carlo d’Angiò. Nel 1420 fu definitivamente distrutto dai mercenari della regina Giovanna II a causa di una offesa recata ad una damigella della regina da un baronetto del luogo. Il nuovo sito fu infeudato ai Caracciolo che lo governarono fino al 1806. Pietrafesa fu teatro degli scontri tra repubblicani e sanfedisti nel 1799 e partecipò pure ai moti carbonari del 1820. Dette i natali a Giovanni De Gregorio detto il Pietrafesa, pittore che nella prima metà del Seicento lavorò molto lasciando come eredità tanti affreschi in molte chiese e conventi della Basilicata. Risalendo la SS 95, su un’altura, s’incontra la torre di Satriano. Costruita e fortificata dai Normanni, era munita da un fossato antistante collegato alle mura di cinta dentro le quali sorgeva l’antica città di SatrianoNella torre,si racconta,è ancora sepolto,custodito dal diavolo,un grande tesoro,di cui s’impadronirà un dannato all’inferno che,a mezzanotte,con 501 colpi di scure,reciderà un sambuco.

FotoHISTORY In the Middle Ages was called Petrafixa, then Pietrafesa or Petrafessa, stone crushed by the characteristic of the place on which arose. The toponym derives from Satrius,a noble possessiv. Its origins date back at the age of iron, as demonstrated by the “cocci d’impasto”. Other archaeological finds of the VI-V century a.c. documenting the existence of a colony greek-byzantine. During the domain norman-swabian Satriano and Pietrafesa, with Salvia and Castelluccio formed the county Satriano. In 1268 taken part in the revolt ghibellina. When the county of Satriano was defeat, also the center was destroyed, but immediately was reconstructed by Carlo D’Angiò. In 1420 was completely destroyed by the mercenaries of the queen Giovanna II as a result of an offense went to a damsel of the queen from a baronet of the place. The new open place was enfeoffed to Caracciolo who ruled until 1806.Pietrafesa was the scene of clashes between republicans and sanfedistas in 1799 and participated to the Carbonari movements of 1820. Here was born ( oppure gave birth )Giovanni De Gregorio,called “The Pietrafesa”, a painter that in the first half of the 1600s worked very leaving as the legacy many frescoes in many churches and convents of Basilicata. Going up the SS 95, on a hilltop,you can see the Satriano tower. Built and fortified by the Normans, was fitted by a ditch opposite connected to walls inside which rose ancient town of Satriano. In the tower, it says, is still buried, guarded by the devil, a great treasure, of which he will take possession the hell damned  that, at midnight, with 501 shots of axe,will cut an elder.

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SUNDAY 20 JANUARY

Satriano. La Città dei Murales

Il Municipio è ubicato nel Palazzo Loreti dove troviamo il Museo Archeologico e il Museo della civiltà contadina. Nel centro storico ci sono svariati palazzi gentilizi del XVI, XVII e XVIII. Vicino c’è la Chiesa Vecchia o della Madonna Assunta, che è l’edificio sacro più antico esistente,modificato nel corso dei secoli con l’aggiunta (sulla facciata) della torre campanaria quadrata, con una clessidra solare a numerazione romana e (sul fianco sinistro) da una costruzione rettangolare arricchita da una pregevole colonna in pietra sostenente la tettoia sulla porta laterale d’ingresso. All’ingresso sul lato destro, si nota una pregevole acquasantiera in pietra sostenuta da una colonnina, opera di artigianato locale del Trecento.

Lungo il perimetro si notano pietre tombali. Nel presbiterio, sulla parete destra, si trova murato il sarcofago in pietra che contiene le spoglie del luogotenente Francesco di Pietrafesa, morto nel Trecento. L’altare, in marmo a tarsia e adornato da angeli, proviene dalla chiesa madre abbattuta. I gioielli sono le tele dipinte ad olio da Giovanni De Gregorio. Completano il patrimonio artistico le sculture lignee del Settecento dell’Assunta con tre angeli, (forse di Giacomo Colombo), di S. Giuseppe e della Deposizione: la statua delle Vergine è un manichino con testa e mani di legno, mentre quella del Cristo è in legno, di pregevole fattura.

La Chiesa Madre di S. Pietro Apostolo con copertura a “centine sommerse” è stato il primo esemplare in Italia ad essere applicato ad un edificio sacro. Tutto il complesso è di stile tardo rinascimentale, riecheggiando il barocco, con spigoli e arcate costituiti da blocchi di pietra lavorata. Sul portale si nota un bassorilievo in terracotta e una vetrata raffigurante la Pentecoste, di scuola fiorentina.

Pregevole è l’immagine lignea di S. Rocco, eseguita dallo scultore Giacomo Colombo, nella seconda metà del Seicento e la scultura Cristo flagellato alla colonna, in cartapesta del Settecento. Satriano è il paese dei murales. Il centro storico, distrutto e disabitato dopo il terremoto del 1980, è diventato una pinacoteca all’aperto: i muri delle case raccontano la storia, la magia, le leggende, gli usi e le tradizioni del popolo satrianese.

FotoSatriano. The Country of Murals
The Town Hall is located in Palazzo Loreti, where we find the Archaeological Museum and the Museum of Peasant civilisation. In the centre there are several palaces nobility of the XVI, XVII and XVIII century. Nearby there is the Old Church or of the Madonna Assunta,the sacred building more ancient existing, amended during the centuries with the addition (on the facade) of the bell tower square, with an hourglass solar roman numbering and (on the left side) from a construction rectangular enriched by a valuable stone column holding the bail on lateral door entry.

At the entrance on the right side,there is a valuable stone holy water supported by a pillar, work of local handicraft of the 1300s. Along the perimeter you’ll note tombstones.In the presbytery, on the right wall,you will see the sarcophagus in stone, which contains the remains of Francesco legate of Pietrafesa, who died in 1300s. The altar, in marble and marquetry adorned by angels, comes from the Church Mother pulled down.The jewels are the pictures painted oil by Giovanni De Gregorio.

To complete the artistic heritage wooden sculptures of 1700s Assunta with three angels, (perhaps of Giacomo Colombo), of S. Giuseppe and Deposition:the statue of the Virgin is a dummy with head and hands of wood, while that of Christ is in wood, with a valuable manufacture. The Mother Church of S. Peter the Apostle with cover to “centine sommerse” was the first model in Italy to be applied to a sacred building.The whole complex is late Renaissance style, echoing the baroque, with edges and arches made of blocks of carved stone. The portal is a bas-relief in terracotta and a glass window depicting the Pentecost,florentine school.Valuable is the wooden image of S. Rocco, carried out by the sculptor Giacomo Colombo, in the second half of the 1600s and the sculpture “Christ lashed to the column”, in cardboard, 1700s.

Satriano is the country of murals. The historical centre, destroyed and uninhabited after the earthquake of 1980, has become a outdoor picture-gallery: the house’s walls tell the story, the magic, the legends, the customs and traditions of the residents.

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